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Il Moscatello di Taggia

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Il Moscatello di Taggia

Il Moscatello di Taggia ha una storia antica e suggestiva che, come un magnifico ponte, unisce con appassionato incanto il lontano passato e l’odierno presente. Giunto dalle calde zone del Mediterraneo, in epoca medioevale il prezioso vitigno trovò nel Ponente ligure un ambiente estremamente favorevole. Il clima adatto e una geografia propizia, insieme a ordini ecclesiastici dediti alla coltivazione attenta delle piante e un particolare tessuto sociale ed economico contribuirono felicemente alla diffusione del pregiato vino, esportato in molte zone dell’Italia e dell’Europa e soprannominato in ragione della sua eccellenza il “vino dei Papi”.

Presente sulle tavole e nei banchetti dell’aristocrazia e della nobiltà, il lussuoso e apprezzatissimo Moscatello di Taggia venne tuttavia fortemente penalizzato dall’espansione sempre più massiccia sul medesimo territorio dell’olivicoltura e dalla diffusione in altre zone concorrenti di tecniche vinicole più sofisticate. L’epidemia di fillossera sul finire del 1800 si abbatté dunque come una scure sulle poche coltivazioni rimaste, orientando definitivamente la piccola produzione vinicola rimasta verso altre qualità.

Il Moscatello di Taggia rimase dunque un glorioso ricordo fino a quando nel 2003 la passione incrollabile di un gruppo di esperti del settore dopo molte ricerche portò a ritrovare la pianta e riprodurla. Il successo fu allora immediato e certificato da un forte entusiasmo nei confronti del prodotto che, con la sua storia complessa e magnifica, racchiude in sé l’essenza stessa del territorio.

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